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 Servizi utili

Imu e Tasi diventeranno un'unica tassa

10 Ottobre 2014

Addio Tasi, addio Imu. Sembra che il governo questa volta faccia proprio sul serio. se la Tasi invece di semplificare la tassazione sulla casa l'ha ulteriormente complicata, allora la soluzione è la creazione di una "tassa unica" che unisca l'imposta sui servizi indivisibili e l’Imu. Varie le ipotesi sul tavolo, dall'introduzione di detrazioni standard sulla prima casa, alla cancellazione dell'etichetta Tasi, tutte però hanno come obiettivo rendere la vita più facile al contribuente.

C’è già un testo di base al ministero dell’Economia che unifica e semplifica le due tasse, consegnato da qualche mese dal sottosegretario all’Economia, Enrico Zanetti. Si tratta di una drastica semplificazione, con l’unione di Tasi e Imu e l’introduzione di un’unica tassa locale, di cui sarebbe responsabile il sindaco di ogni Comune. Potrebbero anche essere introdotte, su tutto il territorio, delle detrazioni in favore delle famiglie, simili a quelle che spettavano nella vecchia Imu e cioè 200 euro ognuna più 50 euro per ogni figlio fino a un tetto di 400 euro.

Tra i pregi di questa ipotesi, c'è sicuramente quello di dare un maggior ordine all'imposizione attuale, tra i difetti, quello di innalzare l'aliquota standard dall'1 per mille attuale al 2,5 per mille, e quello più problematico di riprodurre l'assenza di progressività e la variabilità delle detrazioni affidate ancora una volta ai comuni il testo comunque è suscettibile di miglioramento, anche perché lo stesso Zanetti spiega che l'obiettivo essenziale è unificare anche le mille norme che riguardano le due imposte e anche le mille scadenze ora previste. Per quanto riguarda la modalità di pagamento, l'idea è quella di prevedere due sole scadenze, il 16 giugno e il 16 dicembre, pagando il 50% di quanto pagato l'anno precedente durante il primo appuntamento per poi saldare tutto a fine anno.

L’idea di unificare Tasi e Imu sembra comunque mettere d’accordo tutti: è vista molto bene dall’ANCI, l’associazione nazionale dei comuni, e dalla Confedilizia, la confederazione dei proprietari, e infine anche dalla Federconsumatori.



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